
Fontamara — Itinerario nel cinema civile di Lizzani e Silone
Sulle tracce dei 'cafoni' tra Popoli, Pacentro e Pescina (1980)
L'esperienza
Tratto dal capolavoro letterario di Ignazio Silone, il film "Fontamara" (1980), diretto dal maestro del cinema civile Carlo Lizzani e interpretato da Michele Placido (nel ruolo di Berardo Viola), è un ritratto potente, crudo e commovente della sottomissione e della rivolta dei contadini abruzzesi (i "cafoni") contro i soprusi del regime fascista negli anni '30. Nella finzione letteraria, il borgo di Fontamara si trova nella Marsica; per le riprese cinematografiche, tuttavia, Lizzani scelse di ambientare le scene principali tra le pietre antiche di Popoli e i suggestivi borghi storici della Valle Peligna, trovando in questi luoghi l'architettura rurale ideale e l'atmosfera drammatica perfetta per l'opera. Questo itinerario unisce il cinema d'autore alla letteratura d'impegno civile, ideale per chi desidera scoprire la storia profonda, l'autenticità e le tradizioni dell'Abruzzo interno attraverso borghi fortificati e scorci mozzafiato. --- 🗺️ LE TAPPE DEL FILM 1. POPOLI TERME: I VICOLI DELLA SOTTOMISSIONE Il borgo di Popoli Terme, situato in una posizione strategica all'incrocio tra tre vallate, è stato il set urbano principale della pellicola. • Nel film: Molti vicoli storici, le scalinate in pietra e le case rurali del centro antico di Popoli sono stati utilizzati da Lizzani per ricostruire il nucleo del paese di Fontamara. È tra queste strade che i contadini subiscono l'inganno della deviazione del ruscello d'acqua da parte dei potenti e dove si consumano le prime tensioni sociali. • Da non perdere: Una passeggiata nel centro storico per ammirare la Taverna Ducale (uno dei più bei palazzi trecenteschi d'Abruzzo) e una visita alle spettacolari Sorgenti del Pescara, un'oasi naturale protetta dall'atmosfera incontaminata a pochissimi minuti dal centro. • Dove Mangiare: Trattoria da Paolone, per assaggiare i piatti tipici della tradizione locale, tra cui i celebri gamberi di fiume (specialità storica di Popoli) o una robusta porzione di pasta alla chitarra. 2. PACENTRO: IL BORGO MEDIEVALE FORTIFICATO Spostandosi lungo i piedi del Monte Morrone, l'itinerario tocca lo splendido borgo di Pacentro, uno dei borghi più belli d'Italia. • Nel film: Le riprese ad ampio raggio e molte scene che richiedevano un'atmosfera medievale intatta hanno sfruttato gli scorci di Pacentro, dominato dalle imponenti torri del Castello Caldora. I vicoli ripidi e le case addossate le une alle altre restituiscono perfettamente l'idea di isolamento e di ancestrale povertà della comunità dei "cafoni" siloniani. • Da non perdere: La salita alle torri del Castello per godere di una vista panoramica su tutta la Valle Peligna e una camminata fino a Piazza del Popolo con la sua monumentale fontana seicentesca. • Dove Mangiare: Ristorante Taverna de li Caldora, perfetto per un pranzo a base di ravioli di ricotta con tartufo nero della Majella e carni locali cotte alla brace. 3. PESCINA: LA CULLA DI IGNAZIO SILONE (ESTENSIONE CONSIGLIATA) Per completare degnamente questo viaggio culturale, l'itinerario non può non includere una deviazione nella Marsica fino a Pescina, città natale dello scrittore. • L'atmosfera: Sebbene non sia stata il set principale della pellicola dell'80, Pescina ospita il Centro Studi Ignazio Silone e il Museo a lui dedicato. Visitare la tomba dello scrittore, situata per suo espresso desiderio ai piedi del vecchio campanile di San Berardo, offre una comprensione totale e commovente del legame indissolubile tra l'autore, la sua terra e la storia di Fontamara. --- 🎬 CIAK DIETRO LE QUINTE: IL LEGAME TRA LIZZANI, PLACIDO E LA TERRA ABRUZZESE La produzione di Fontamara sul territorio peligno fu un evento culturale di enorme risonanza, caratterizzato da aneddoti intensi: • L'immersione di Michele Placido: Per interpretare il fiero e tragico Berardo Viola, Michele Placido visse per settimane a stretto contatto con gli anziani contadini della Valle Peligna. L'attore volle imparare le movenze, la mimica facciale e persino alcune inflessioni dialettali dai locali, dichiarando che l'accoglienza e la durezza orgogliosa della gente d'Abruzzo furono la sua più grande fonte di ispirazione sul set. • Un set a partecipazione popolare: Carlo Lizzani, coerentemente con la sua visione di cinema neorealista e civile, scelse di utilizzare pochissime comparse professioniste. Quasi tutti i volti dei contadini, delle donne in nero e dei vecchi che si vedono nel film appartengono a veri abitanti di Popoli e dei paesi vicini, che parteciparono alle riprese con un trasporto emotivo impressionante, sentendo la storia di Silone come parte della propria memoria familiare. --- 🛍️ IL SOUVENIR DI "FONTAMARA" In omaggio alla cultura contadina, alla pastorizia e alla terra descritta con così tanto rispetto nel film e nel romanzo, consiglia ai tuoi lettori: • I Legumi della Valle Peligna: Come i ceci o i fagioli locali, coltivati seguendo metodi tradizionali e perfetti per preparare le zuppe povere ma nutrienti tipiche dell'antica alimentazione dei contadini abruzzesi.
Punti salienti
- ✅Popoli Terme — i vicoli e la Taverna Ducale del set principale
- ✅Pacentro — il borgo fortificato e il Castello Caldora
- 🏔️Pescina — il Museo di Ignazio Silone e la tomba dello scrittore
- ✅Tra cinema civile e letteratura d'impegno: la terra dei 'cafoni'
Cosa portare
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